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SerMimar
30-03-2008, 11:57
Apriamo PlotMaker e creiamo un nuovo Book di Layout, per comodità ho utilizzato i settaggi di default (Nuovo & reset). Nella finestra "Navigatore" selezionare la vista "Albero per sottoinsiemi", all'interno della cartella "Master" troverete una serie di pagine master predefinite (Master A0 Verticale, Master A0 Orizzontale etc etc..) che non utilizzeremo dato che vogliamo creare una nostra pagina master personale.

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Selezioniamo la cartella "Master" con un click destro del mouse (per gli utenti Mac Alt+Click salvo smentite.. vado sulla fiducia dato che non ho mai provato PlotMaker in ambienti Macintosh); l'unica scelta possibile sarà "Crea un nuovo Layout Master" ed è proprio quella che ci serve! Si apre la finestra di informazioni "Settaggi Layout Master", come inizio diamo un nome univoco al nostro Layout Master per evitare confusioni. Supponiamo di voler creare un modello in formato A3 orizzontale, modello che ho chiamato guarda caso "cartiglio A3 orizzontale", scegliamo il formato A3 dal menu "dimensione carta", indichiamo un orientamento "orizzontale" e spuntiamo la casella in basso "Setta come default per i nuovi Layout" lasciando stare gli altri settaggi; così facendo ogni Layout aggiunto al nostro book di progetto avrà gia come cartiglio predefinito il nostro "cartiglio A3 orizzontale", un clic su "OK" e possiamo andare avanti.


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Adesso possiamo cominciare ad arricchire il nostro cartiglio, selezioniamolo dalla lista dei Master con un doppio click e apparirà in grassetto e pronto per essere modificato.


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Sbizzarritevi con gli strumenti di disegno di PlotMaker, non che siano poi così tanti ma per fare delle semplici cornici fanno al caso nostro, se non vi bastano gli strumenti a disposizione potrete anche integrarlo con grafica (ad esempio un logo) o elementi vettoriali che inserirete selezionando il menu "Archivio" e poi "Importa" definendo di volta in volta il file che vorrete importare (immagine, disegno cad vettoriale etc etc..). Nell'esempio ho inserito un logo in formato GIF trasparente di una fantomatica ditta chiamata.. "Logo", piazzate l'immagine dove preferite e con un click destro scegliete pure la sua risoluzione in DPI (Il PlotMaker inserisce di default le immagini a 72 DPI, in questo caso specifico ho alzato la risoluzione a 180 DPI ma se non vi bastassero modificate a piacimento fino ad ottenere la dimensione voluta..), attivate la trasparenza immagine (sezione "Riquadro e colore output", casella "Sfondo trasparente" accesa) e particolare fondamentale utilizzate sempre immagini RGB perché PlotMaker digerisce molto male la quadricromia. A fianco del logo ho inserito una casella di testo contenente un indirizzo fittizio; non ci interessa rendere dinamica questa casella a meno che voi cambiate sede molto spesso; da una pagina all'altra del book di progetto non penso sia il caso.


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Adesso sarà il caso di salvare il vostro lavoro.. prima si rischiava di perdere un bel foglio bianco vuoto ma adesso che è riccamente illustrato non mi sembra proprio giusto… quindi andate su "Archivio" -> "Registra" (o un bel CTRL+S per quelli che detestano il mouse..) e chiamate il book di layout come volete (io ho scelto "book_01.lbk") spuntando la casellina "includi i file collegati"; nell'albero per sottoinsiemi nella prima riga al posto di "Book di Layout senza titolo" apparirà adesso il nome da voi prescelto, notate l'immagine "logo_pmk.gif" inserita all'interno del "cartiglio A3 orizzontale". Ancora manca un po'di utilità a questo cartiglio.. per cui cominciamo ad integrarlo con dei campi di testo "intelligenti" e mettiamo il PlotMaker al lavoro. Ad esempio vogliamo aggiungere al nostro layout master "cartiglio A3 orizzontale" il nome del nostro progetto, il cliente, l'architetto, il nome del layout e la data ..tanto per cominciare. Come per l'indirizzo che abbiamo scritto in precedenza utilizziamo lo "strumento testo".. scriviamo qualcosina del tipo "NOME PROGETTO: " e cominciamo la parte difficile!


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Abbandoniamo il cursore del testo per un attimo, con il mouse andiamo a selezionare in alto a sinistra il menù "Edita" e poi "Inserisci testo automatico" e scegliamo dalla lunga lista che ci si presenta davanti il valore "Nome Progetto" (di solito nel terzo raggruppamento). Ci troveremo di fronte a una schermata come questa:


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Un click fuori dalla casella per confermare il tutto e apparirà un minaccioso "Nome progetto: Nome Progetto campo vuoto"; non vi fate spaventare, è normale che il campo sia vuoto dato che non sa ancora dove attingere i dati, stiamo costruendo un modello flessibile che ci servirà per tutti (o quasi) i nostri usi futuri no? Allo stesso modo del primo campo inseriamo via via tutte le etichette che ci servono per completare il nostro cartiglio, quindi CLIENTE (come per il "nome progetto" andiamo a selezionare il campo di testo automatico "cliente"), ARCHITETTO ("architetto"), LAYOUT ("nome layout") e infine DATA ("data corta" nella forma GG/MM/AAAA); possiamo sempre aggiornare e/o modificare i contenuti delle caselle di testo con un click destro e un successivo "Seleziona e attiva strumento". Se avrete fatto tutto bene questi saranno i campi di testo che vedrete.


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Come prima cosa notate in basso a destra… C'è la data del giorno! (è la data dell'ultima modifica apportata al vostro book per la precisione). Una buona ora di lavoro per scrivere la data del giorno in un angolo del foglio non mi sembra male, salviamo il tutto e vediamo se questo "cartiglio A3 orizzontale" può servire a qualcos'altro… ovviamente si!

Applicazione del cartiglio
Con il nostro book aperto in bella mostra a questo punto abbandoniamo i master e dal navigatore selezioniamo con un doppio click il primo Layout della lista; "Layout 001". Il nome non mi piace affatto, troppo anonimo.. per cui giusto per infastidire il PlotMaker il tutto chiamiamolo per esempio "Prima Tavola" e inseriamo il valore nella casellina di testo "Nome". Anche il contenuto della casella "Layout Master" non va per niente bene; "Master A0 Verticale"? Cambiamolo subito cliccando sulla freccetta nera a destra e selezioniamo finalmente il nostro "Cartiglio A3 Orizzontale".


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Da notare la dimensione (390x267 mm); è diversa dal foglio A3 ma dato che nei settaggi inseriti all'inizio avevamo lasciato un margine di default di 15 mm per ogni lato i conti tornano perfettamente! Salviamo tutto e guardiamo in dettaglio la zona del cartiglio della nostra "Prima Tavola", non ha funzionato perfettamente perché tutti i dati tranne "data" e "nome layout" sono rimasti con la dicitura "Campo Vuoto" e poi.. perché è diventata rossa? Per la vergogna?

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C'è una spiegazione logica a tutto, cominciamo dalla fine dunque.. il tratto rosso indica che per modificare questa parte della tavola è necessario modificare il Layout MASTER "cartiglio A3 orizzontale", noi adesso stiamo lavorando sul nostro Layout "Prima Tavola" e non possiamo cambiare il Master da qui; dovremo selezionarlo nuovamente con il solito doppio clic e le modifiche apportate ovviamente andranno ad aggiornare i contenuti dei cartigli di tutte le pagine Layout; direi che la spiegazione alle linee rosse è stata fatta abbastanza male quindi non mi addentro oltre… veniamo al contenuto mancante dei campi "Nome progetto", "Cliente" e "Architetto" che è molto più importante per il nostro caso. Le informazioni mancanti vanno semplicemente aggiunte nella maschera che otterremo con un click destro sull'icona "book_01.lbk" e selezionando "informazioni book".


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La finestra che si apre contiene tutte le informazioni che il vostro book di layout vorrebbe da voi ma non ha mai osato chiedere, visto che siamo stati un po'tirchi in precedenza con i campi di testo le uniche che potremo effettivamente visualizzare nel nostro cartiglio dopo la compilazione sono giustamente "Cliente", "Nome Progetto" e "Architetto". Inseriamole nei rispettivi campi, tasto "OK" e dopo aver salvato il tutto tornate a esaminare la vostra "Prima Tavola", finalmente i campi sono aggiornati con il testo giusto!


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Per avere un'ultima prova create un nuovo Layout selezionando "BOOK" e poi "Nuovo Layout" oppure click destro su "Prima Tavola" e poi "Crea nuovo layout"; vedrete che il vostro "cartiglio A3 orizzontale" non vi mollerà più.. si attacca a tutti i nuovi layout creati (dato che lo avevamo impostato come Layout Master di default nelle preferenze.. ricordate?) e se per caso vorrete modificarlo e/o integrarlo non vi preoccupate perché tutti i Layout di progetto lo seguiranno educatamente.


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Adesso l'unica cosa che manca al vostro lavoro è il progetto, ma a quello dovrete pensarci voi!
Buon lavoro.

SerMimar
30-03-2008, 11:58
Anche se l'argomento richiederebbe ben più approfonditi test, vista l'utilità ed anche la frequenza in cui ci si imbatte, ecco alcuni suggerimenti che possono aiutarci quando ci rivolgiamo ai service di stampa. Dalla versione 8 in poi di ArchiCAD, Graphisoft ha incluso nel pacchetto il driver di stampa della Amyuni in versione Professional, utilissima stampante virtuale il cui scopo è tradurre l'output di stampa in un file formato PDF (Adobe Acrobat). Come ci suggerisce già l'acronimo del formato PDF (Portable Document Format) l'utilità sta nella possibilità di "trasportare" il file dal nostro computer a quello dei service di stampa senza preoccuparci di includere: disegni, immagini, font e quanto altro necessario per la stampa finale delle tavole. Inoltre il formato PDF gestisce egregiamente sia contenuti di tipo vettoriale (linee, archi, testo, ecc.) che di tipo raster (immagini); ci da la possibilità di impedire alcune funzioni, tramite password, quali la modifica generale dei contenuti, la stampa, il copia e incolla dei contenuti, l'aggiunta di note e la modifica di campi (vale solo per particolari file). Vediamo ora quali parametri impostare per non avere brutte sorprese in stampa.

Impostazioni generali
Vi consiglio di settare questi parametri come default, poi di caso in caso potrete modificarli a piacimento. Andiamo quindi in Start\Pannello di controllo\Stampanti e fax (scusatemi la lungaggine ma è universale per tutti i sistemi Windows 2000 e XP). Poi tasto destro su Amyuni PDF Converter e dal menu contestuale selezionare Preferenze stampa...


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La prima scheda che ci appare è Configuration, non vi consiglio di modificare i parametri di default in quanto vanno bene così come sono. Il formato del foglio, anche se piccolo per la maggior parte dei disegni, va bene così in quanto non trascurate la possibilità di utilizzare la stampante per altri motivi (prove di stampa di relazioni, pagine internet, ecc.). Il parametro che va tenuto sottocchio è Resolution, risoluzione in punti per pollice (dpi). Questo parametro non ha senso di essere impostato maggiore di 300 dpi in quanto i miglioramenti non sono apprezzabili a fronte di un considerevole aumento di dimensione in MegaByte del file generato. É possibile abbassarne il valore a 150 dpi solo in caso di gigantografie (i famosi 6 metri per 3). Ma come vi suggerivo modificate i parametri all'occorrenza (a meno che non stampiate tutti i giorni gigantografie!).
Andiamo nella scheda Image Compression.


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Come è possibile intuire possiamo impostare il grado di compressione delle immagini (e solo per esse, i contenuti vettoriali non vengono compressi) eventualmente presenti nella tavola. La compressione di default (se di compressione si può parlare) ha efficacia con immagini che non superino i 256 colori altrimenti non avrà effetto. L'altra opzione 256 color compression


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tende ad appiattire le immagini sia come colori che saturazione, un consiglio: non utilizzatela mai! Infine abbiamo la compressione jpeg a nove livelli.


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Più è basso il numero e minore sarà la qualità dell'immagine. Il valore 7 di default va bene per la maggior parte dei casi. Nel caso state stampando una tesi di laurea con tanto di rendering e/o fotografie su carta speciale fotografica (tipo glossy), è il caso di non applicare la compressione jpeg onde evitare qualsiasi degrado della qualità. Vi assicuro comunque che la compressione jpeg, dal livello 7 in poi, è veramente difficile da distinguere con il vantaggio di ottenere file di 5-10 volte più piccoli di quelli senza compressione. È da tenere anche in considerazione che se le immagini che avete utilizzato nelle vostre tavole sono in formato jpeg, applicare un'altra compressione tenderà a diminuirne la qualità anche in modo visibile. Insomma se il lavoro che svolgete è prevalentemente tecnico, anche con molte foto, impostate una compressione da 7 a 9, se invece tendete a produrre lavori di qualità grafica elevata lasciate l'opzione Default Compression.
Passiamo ora alla scheda Advanced options.


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Per prima cosa bisogna attivare le due opzioni Multi-language support e Font embedding. La prima opzione eviterà di sballare la tabella di alcuni caratteri speciali, tipo le lettere accentate, simboli particolari nei vari layout di lingua. La seconda incorporerà i font da noi utilizzati nel PDF, anche se ancora dobbiamo fare un'altro passaggio. Clicchiamo sul tasto Embedding Options.


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Apparirà la finestra Font Embendding Options. A questo punto non rimane che attivare l'opzione Embed licensed fonts. Questa opzione eviterà di ritrovarci senza font con licenza d'uso (vedi tipo AvantGard Bk BT). Le altre opzioni presenti nella scheda sono facoltative a vostro piacimento. [/jus] Passiamo ora alla scheda Destination.


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Benché le opzioni presenti non sono direttamente utili al fine della stampa vi raccomando d'impostare l'opzione Overwrite option su Confirm before overwriting.


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Così facendo ogni volta che stamperete un file PDF con lo stesso nome di un altro file il driver vi chiederà conferma. Le schede Security e Watermarks contengono delle opzioni non indispensabili ai fini della stampa, bensì per "rendere" il file PDF personalizzato secondo le vostre necessità.

Inconvenienti
Spesso accade che si producano tavole piuttosto lunghe e strette. Per i service, che utilizzano normalmente rotoli di carta di luce minima intorno ai 90 cm (88 cm utili), potrebbe essere diseconomico stampare una tavola per volta. Diseconomia che graverà quasi certamente sul committente il quale si troverà a pagare lo sfrido di carta non utilizzato per la stampa. Siccome Adobe® Reader® non è in grado di "impaginare" ma di stampare un file per volta, le soluzioni praticabili sono: o che se la veda il service (con strategie proprie: conversione in formato raster, rip software di stampa, ecc.) con la conseguenza di ritardare la consegna delle tavole; oppure possiamo rimediare noi, memorizzando nei PDF più tavole impaginate secondo la luce dei rotoli che il service utilizza. Ne deriva che una migliore conoscenza dei servizi del service a cui ci rivolgiamo ci consente di ottimizzare costi e tempi. Spero di essere stato chiaro, per il momento ho potuto scrivere tanto, se gradite posso anche suggerire l'esportazione delle tavole in formato EPS da stampare sotto programmi come Illustrator, CorelDraw! o FreeHand.

Per chiarimenti, dubbi o domande potete contattarmi.

Rocorona
27-08-2008, 09:35
Thanks for re-publishing here this old tutorials. However, we must say thank to the authors of them: Daniele Raggi and Aiossa Vincenzo.

Remember that you can find the ORIGINAL and ALWAYS UPDATED version (and much more) in the TUTORIAL section, on ArchiRADAR: [Only registered and activated users can see links] ([Only registered and activated users can see links])

emreistan
06-02-2009, 18:56
arkadaþlar komik bi durum bence bu archicad örenmeye çalýþýyorum ama hiç bi ders türkçe deil napalým ki yabancý dildeki dersleri hiç bi yardýmý olmuyo konu fazlalýðý bence !